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Quando parliamo di plastica facciamo riferimento a un materiale che può essere considerato recente e moderno. A partire dalle prime sperimentazioni basate sull’utilizzo di fenolo e formaldeide, la corsa all’evoluzione del materiale plastico non si è arrestata e le generazioni che si sono susseguite dagli inizi del ‘900 ad oggi hanno contribuito sempre più alla diffusione incontrollata di questo materiale tanto pratico quanto dannoso. Le conseguenze di questa diffusione mal gestita si trovano oggi sotto gli occhi di tutti e stanno lentamente cambiando le sorti del nostro pianeta, arrecando danni notevoli all’ecosistema e, di conseguenza, alla salute dell’uomo. Continuano, a tale proposito, le denunce avanzate da WWF e Greenpeace, che non smettono di sensibilizzare la società su questo tema, raccogliendo dati sempre più allarmanti.
Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità la proposta di legge sulla riforma dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa).

Il misistero dello Sviluppo Economico ha approvato un Decreto che assegna per l'anno in corso 37 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile in 1.940 Comuni con popolazione inferiore ai 1000 abitanti. I lavori devono iniziare entro il 15 novembre 2020

 

 

Il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto che assegna per l’anno 2020, un contributo dell’importo di euro 19.329,89 in favore di ognuno dei 1.940 comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, al fine di realizzare interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Il decreto sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale e con successivo provvedimento verranno definite le modalità di fruizione del contributo.

 

I Comuni devono in ogni caso iniziare i lavori per la realizzazione degli interventi entro il 15 novembre 2020, pena la decadenza automatica del contributo concesso.

 

Nel comunicato sul sito del Mise si legge che il 37 milioni di euro possono essere utilizzati per la realizzazione di interventi di efficientamento dell’illuminazione pubblica, risparmio energetico degli edifici pubblici, installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché interventi per la mobilità sostenibile. 

 

ITALIA SOLARE, in collaborazione con Greenpeace, Legambiente e WWF, ha realizzato un vademecum che cerca di fare chiarezza sulle condizioni di accesso al superbonus 110% con utili consigli nell'ambito della realizzazione di un progetto fotovoltaico

 

 

Il Decreto Legislativo 19 maggio 2020 n. 34, il cosiddetto Decreto Rilancio, prevede un Ecobonus del 110% per lavori di ristrutturazione edilizia realizzati in ottica di miglioramento delle prestazioni energetiche della propria abitazione.

 

Una misura per condomini e case unifamiliari che permette la detrazione del 110% per interventi di riqualificazione energetica, con il miglioramento di almeno 2 classi energetiche, attraverso lo sconto in fattura o la cessione del credito anche alle banche.

 

L’Ecobonus 110% è una misura che si affianca al già esistente Ecobonus del 50 e 75%, ma a differenza di quest’ultimo il provvedimento in questione prevede una serie di vincoli per riuscire ad accedervi da parte dei cittadini e dall’altro richiede agli operatori una struttura operativa e finanziaria non indifferente.

 

Per questo ITALIA SOLARE ha ritenuto opportuno redigere un vademecum - realizzato con l’appoggio di Greenpeace, Legambiente e WWF - per fare chiarezza su quali siano le condizioni che permettono di accedere alla misura e quali le condizioni per realizzare un impianto fotovoltaico secondo i canoni corretti, per evitare così di ritrovarsi a fine lavori con conti da pagare facendo conto su detrazioni che invece non si ha diritto di avere.

È un documento rivolto ai cittadini con l’intento di informarli sui vari passaggi e le attenzioni necessarie per avere un impianto fotovoltaico a regola d’arte, ma è anche un utile strumento per gli operatori del settore che in questo modo sono agevolati nella relazione con il cliente. È possibile scaricare il vademecum dal sito di ITALIA SOLARE

 

Il testo del vademecum è stato scritto seguendo le indicazioni del DL 19 maggio 2020 n. 34, attualmente in iter parlamentare per la conversione in Legge. Quando la Legge sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, verrà redatto un aggiornamento, alla luce degli emendamenti che sono in corso di presentazione e discussione in aula e di una circolare dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.

 

Il vademecum spiega chi può accedere all’Ecobonus 110%, ovvero i condomini e le case unifamiliari, ma anche i soggetti che possono richiederlo e a quali condizioni. Viene riportata inoltre una spiegazione dettagliata delle modalità di accesso e di tutti i benefici economici derivanti.

 

Strumento particolarmente utile contenuto nel vademecum sono i consigli da seguire al momento della firma del contratto quando si decide in installare un impianto fotovoltaico, avvertenze che possono essere sempre utili anche nel caso non si voglia accedere all’Ecobonus ma si intenda realizzare un impianto usufruendo della semplice detrazione irpef al 50%.

 

Si tratta di una serie di indicazioni che vanno dalla valutazione del risparmio in bolletta alla possibilità di integrare il sistema fotovoltaico con le altre tecnologie che la norma prevede di aggiungere, ma anche come valutare le soluzioni tecniche proposte e richiedere un’offerta trasparente e adeguata.

Alla luce delle agevolazioni previste dal Decreto Rilancio per gli interventi di riqualificazione edilizia finalizzati all'ottimizzazione dell’efficienza energetica, Hoval mette a disposizione la consulenza, le soluzioni adeguate e un software dedicato.

 

 

 

Indice:

Le agevolazioni previste dall'Ecobonus 110% sono concesse a fronte di un miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno due classi e rappresentano un’ottima opportunità per la ripartenza economica e lo sviluppo sostenibile delle attività di riqualificazione.

Una grande occasione, quindi, per imprese, installatori e progettisti, per i quali l'incentivo rappresenta una leva trainante, ma anche per i privati, che potranno godere della detrazione al 110% e dello sconto in fattura.

Le soluzioni proposte da Hoval

Grazie alle soluzioni proposte da Hoval, disponibili sia per installazioni residenziali monofamiliari che in ambito condominiale, è possibile soddisfare i requisiti previsti dall’Ecobonus e incrementare ulteriormente l’efficienza degli impianti.

Per quanto riguarda gli interventi realizzati sulla casa monofamiliare Hoval propone pompe di calore atte a garantire riscaldamento, raffrescamento e produzione di ACS mediante sfruttamento di energie rinnovabili.

I vantaggi legati all'impiego della pompa di calore risiedono nella capacità di soddisfare qualsiasi esigenza di riscaldamento e raffrescamento con una comprovata riduzione di emissioni e impatto ambientale e un risparmio consistente in termini di costi energia.

Relativamente agli interventi realizzati sul condominio la proposta delle pompe di calore si affianca a quella delle caldaie a condensazione UltraGas e TopGas, utilizzabili in cascata fino a 8 unità, e al sistema di regolazione Top Tronic E, che consentono di gestire anche un condominio di ampie dimensioni.

Superbonus 110%: consulenza  e software Hoval dedicati

In vista dell'approvazione dei decreti attuativi legati all'Ecobonus 110% è possibile ricevere da Hoval la consulenza necessaria al raggiungimento dell’obiettivo di efficientamento energetico di almeno 2 classi.

Questo obiettivo può essere raggiunto anche congiuntamente ad altri interventi e, al fine di facilitare la valutazione di fattibilità del progetto di riqualificazione, Hoval  ha creato un apposito software di calcolo per progettisti e privati, cui si accede tramite il portale Rivalue.

Il software permette di utilizzare modelli esemplificativi della struttura dell’edificio scegliendo tra alcune soluzioni che contribuiscono, soprattutto se utilizzate in combinazione, a limitare le dispersioni termiche.; inoltre, fornisce un’idea indicativa dei costi detraibili al 110% nel caso in cui il progetto risponda ai requisiti richiesti.

Simulazioni di calcolo Casa monofamiliare

 

  • Età edificio: 1995
  • Area climatica: Bergamo
  • Superficie: 229,5 m2
  • Tetto leggero a padiglione
  • Finestre doppio vetro
  • Riscaldamento con caldaia a gas
  • Periodo di riscaldamento: 181 giorni

La simulazione con Rivalue ha permesso di sostituire la caldaia a gas con una pompa di calore aria-acqua Hoval Belaria® SR, registrando una riduzione del fabbisogno di potenza termica da 17 kW a 8 kW e un'ottimizzazione del 53% del consumo di corrente e del 59% di emissioni di CO2.

Classe energetica prima dell’intervento: E (118 kWh/m2 all’anno)

Classe energetica dopo l’intervento: B (56 kWh/m2 all’anno)

Condominio

 

  • Età edificio: 1960
  • Area climatica: Bergamo
  • Superficie: 1.336,5 m2
  • Tetto leggero a padiglione
  • Numero di piani: 5
  • Finestre doppio vetro
  • Riscaldamento con caldaia a gasolio
  • Periodo di riscaldamento: 181 giorni

L'intervento simulato sul condominio ha previsto la coibentazione dell’involucro con sostituzione degli infissi e del vecchio impianto a gasolio con una caldaia a condensazione a gas Hoval UltraGas®.

Secondo la simulazione effettuata con Rivalue questi interventi hanno consentito di ottimizzare il consumo di gas metano del 30% e le emissioni di CO2 del 59%, con una riduzione del fabbisogno di potenza termica da 134 kW a 94 kW.

Classe energetica prima dell’intervento: F (157 kWh/m2 all’anno)

Classe energetica dopo l’intervento: D (110 kWh/m2 all’anno)

Nel 2019 gli investimenti in efficienza energetica nel comparto industriale sono stati pari a circa 2,6 mld €, increscita dell’1,9% rispetto al 2018. Per il 2020 atteso un calo, a causa anche del Covid, del 25%, dal 2021 si spera che parta la ripresa. I risultati della survey che ha coinvolto oltre 150 operatori: investimenti nelle soluzioni hardware e software, le caratteristiche delle ESCo, la normativa  e l'efficienza dei trasporti
Il progettista del più grande parco eolico galleggiante del Mediterraneo, lancia l’idea: un polo industriale europeo in Italia per l’eolico offshore a Taranto. Ecco i benefici

Con il software EC719 di Edilclima è possibile valutare la classe energetica dell’edificio in modo semplice e veloce, utilizzando metodi di calcolo semplificati, e di simulare l’effetto di eventuali interventi di risparmio energetico con una proposta automatica degli incentivi fiscali più convenienti accessibili, compreso il Superbonus 110%.

 

 

 

Indice:

EC719 riesce a fornire una stima della spesa dovuta agli interventi, della quota massima detraibile, della spesa annua e del tempo di ritorno.

Grazie al metodo di calcolo semplificato il software non presuppone la conoscenza approfondita dei principi termotecnici e fornisce un’idea complessiva degli interventi necessari e della spesa da sostenere a chiunque ne abbia bisogno, con una valutazione immediata del potenziale miglioramento energetico dell’edificio.

Caratteristiche di EC719

Grazie alla semplicità del metodo di calcolo EC719 permette di stimare in modo attendibile il fabbisogno per riscaldamento e acqua calda sanitaria di edifici residenziali, verificando in pochi passaggi le potenzialità di miglioramento dell’edificio.

Queste qualità lo rendono adatto per essere utilizzato da:

  • progettisti;
  • amministratori di condominio e imprese;
  • agenti immobiliari;
  • privati.

EC719 consente di effettuare una diagnosi energetica preliminare, per valutare la possibilità di consistenti margini di risparmio, tali da giustificare valutazioni più approfondite, e una classificazione rapida per definire con buona precisione, sulla base dei consumi effettivi, la classe energetica dell’edificio.

Una volta individuato il fabbisogno energetico dello stato di fatto il software fornisce una lista di interventi migliorativi, con possibilità di selezione multipla, individuando il salto di classe energetica, la spesa annua a valle degli interventi e il costo complessivo sostenuto per gli interventi, e una proposta automatica di incentivi fiscali cui l’edificio può accedere.

Metodo di calcolo

Il calcolo delle prestazioni energetiche dello stato di fatto avviene secondo due differenti metodi o approcci, diagnosi preliminare o classificazione rapida, tenendo conto sia dell’impianto di climatizzazione invernale che dell’impianto di acqua calda sanitaria.

Diagnosi preliminare

La diagnosi preliminare avviene mediante un calcolo che interessa sia il fabbricato che gli impianti. Mentre la diagnosi del fabbricato si fonda su parametri quali la geometria dell’edificio e il periodo di costruzione, il calcolo dell’impianto si basa sui rendimenti tabulati, previsti dalla UNI/TS 11300-2.

Classificazione rapida

La classificazione rapida prevede il calcolo sul solo impianto e in base ai consumi effettivi dai quali si giunge a ritroso all’energia utile.

Valutato lo stato di fatto dell’edificio, è possibile simulare, in modo semplificato, possibili opere di risparmio energetico sul solo impianto o su fabbricato ed impianti.

Stima degli interventi migliorativi

La stima degli interventi migliorativi avviene mediante selezione da un elenco di interventi, che comprendono interventi riguardanti:

  • parti opache verticali;
  • parti opache orizzontali;
  • componenti finestrati;
  • interventi sull’impianto;
  • fonti rinnovabili;

A valle di queste specifiche il software propone automaticamente il bonus fiscale più conveniente scegliendo tra Bonus casa, EcoBonus, EcoBonus-condomini, Bonus facciate e SuperBonus 110%.

Sulla base del massimo importo detraibile, del costo iniziale degli interventi, degli anni di detrazione e del risparmio annuo di energia dovuto al miglioramento dell’edificio il software elabora un grafico e per ciascun incentivo evidenzia l’eventuale richiesta di ulteriori requisiti indispensabili per poterlo richiedere.

EC719 genera, infine, la “relazione di diagnosi energetica preliminare”, riportante i dati descrittivi dell’edificio ed i risultati del calcolo, in formato .RTF, consentendo all’utente eventuali modifiche o personalizzazioni prima di procedere alla stampa definitiva.

Le sorprese di Sun Ballast non finiscono mai e dopo aver presentato il sistema Connect a vela inclinato a 5° e la zavorra 10°.L l'azienda annuncia la messa online del nuovo sito, visitabile da oggi.

 

 

 

È online da oggi il nuovo sito Sun Ballast, caratterizzato da una grafica rinnovata, un maggior numero di contenuti multimediali e una consultazione più semplice e fluida.

Grazie al nuovo sito le zavorre Sun Ballast sono a portata di click!

È possibile consultare ogni soluzione all’interno di un sito completamente rinnovato nella grafica e nell’utilizzo, appositamente sviluppato per dare ai nuovi visitatori un impatto chiaro e immediato sul brand italiano più noto per le zavorre su coperture piane nel settore del fotovoltaico.

Grazie a questa novità, inoltre, i clienti affezionati possono godere di un accesso immediato e moderno alle funzioni che utilizzano più frequentemente.

Il concept alla base del nuovo website è lo stesso: offrire la miglior soluzione tecnica ed economica con la vasta gamma di strutture Sun Ballast ai professionisti del settore (installatori, distributori, progettisti, Epc).

Non resta che scoprirlo! Vai su www.sunballast.it

L'innovazione è la chiave per promuovere le nuove tecnologie e far progredire quelle esistenti per il raggiungimento degli obiettivi climatici di zero emissioni di anidride carbonica e migliorare la sicurezza energetica. Il Rapporto IEA sull'innovazione in materia di energia pulita è la prima pubblicazione della serie rinnovata dell'AIE Energy Technology Perspectives (ETP) e comprende un nuovo strumento che analizza la disponibilità sul mercato di oltre 400 tecnologie energetiche pulite.

 

a cura di Raffaella Capritti

 

Indice degli argomenti:

 

Secondo l'ultimo Rapporto IEA senza una grande accelerazione nell'innovazione dell'energia pulita, i paesi e le aziende di tutto il mondo non saranno in grado di mantenere gli impegni presi per ridurre le proprie emissioni di carbonio a zero nei prossimi decenni.

 

Considerando che l'emergenza sanitaria e la crisi economica senza precedenti scatenata dalla pandemia di Covid-19 rischiano di provocare una battuta d'arresto delle innovazioni nel campo dell'energia pulita in un momento in cui sono necessari progressi più rapidi, il messaggio che emerge è molto chiaro: senza una forte accelerazione nell'innovazione dell'energia pulita, non sarà possibile raggiungere gli obiettivi di zero emissioni di anidride carbonica, nonostante gli impegni di sostenibilità a lungo termine assunti da governi e aziende, come l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. C'è infatti un netto scollamento tra questi impegni di alto profilo e lo stato attuale delle tecnologie energetiche pulite che possono aiutare la riduzioni delle emissioni coerentemente con questi target, ma da sole non sono sufficienti ad assicurare la sicurezza dei sistemi energetici, anche con politiche molto più forti a loro sostegno.

 

Il rapporto Clean Energy Innovation identifica i principi chiave dell'innovazione tecnologica e quantifica gli investimenti necessari per un settore energetico più pulito e resiliente a emissioni nette zero. 

Prima di tutto è necessario che i governi mantengano i finanziamenti pianificati fino al 2025 per la ricerca e lo sviluppo e considerino la possibilità di aumentarli in specifiche aree strategiche.

 

Il Rapporto è accompagnato da una nuova Guida alle tecnologie per l'energia pulita dell'ETP che comprende circa 400 tecnologie e ne identifica lo stadio di preparazione al mercato. Per ciascuna di queste tecnologie, include informazioni sul livello di maturità (o Technology Readiness Level, TRL) e i piani di sviluppo e di implementazione, oltre a specificare obiettivi di miglioramento dei costi e delle prestazioni.

La sfida dell'innovazione energetica 

L'efficienza energetica e le energie rinnovabili sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma sono necessarie anche altre tecnologie per ridurre le emissioni in settori particolarmente energivori e inquinanti - come il trasporto marittimo, i camion, l'aviazione e le industrie pesanti come l'acciaio, il cemento e i prodotti chimici. La decarbonizzazione di questi settori richiederà in gran parte lo sviluppo di nuove tecnologie non ancora in uso, mentre molte delle tecnologie per l'energia pulita oggi disponibili necessitano di un maggior lavoro per ridurre i costi e accelerare la diffusione.

 

La riduzione delle emissioni globali di CO2 richiederà un'ampia gamma di tecnologie diverse che operino in tutti i settori dell'economia in varie combinazioni e applicazioni. Queste tecnologie si trovano in fasi di sviluppo molto diverse, ma è già possibile tracciare una mappa di quanto probabilmente povranno contribuire alla riduzione delle emissioni per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di energia e clima.

 

Le tecnologie chiave di cui il settore energetico ha bisogno per raggiungere lo emissioni zero sono oggi note, ma non tutte sono pronte. Circa la metà delle riduzioni cumulative delle emissioni che porterebbero il mondo su una traiettoria sostenibile provengono da quattro mercati tecnologici principali. Questi sono l'elettrificazione dei settori di uso finale come il riscaldamento e i trasporti; le tecnologie di cattura, utilizzo e dello stoccaggio del carbonio; l'uso di idrogeno a basso contenuto di carbonio e di combustibili derivati dall'idrogeno e l'uso della bioenergia.

 

Ognuna di queste aree deve affrontare delle sfide per diventare commercialmente interessante nei settori in cui la riduzione delle emissioni è più difficile. Basti pensare che ci sono voluti decenni perché i pannelli solari e le batterie raggiungessero lo stadio attuale.


In particolare, il rapporto sottolinea l'importanza di assicurarsi che le soluzioni cruciali per l'energia pulita siano pronte in tempo per l'avvio di cicli di investimento pluridecennali nelle industrie chiave: se le tecnologie chiave saranno disponibili entro il 2030 per sfruttare il prossimo ciclo di rinnovamento degli impianti nell'industria pesante, si potrebbero evitare quasi 60 gigatonnellate di emissioni di carbonio.

 

Un altro problema è che molte delle tecnologie per l'energia pulita oggi disponibili - come le turbine eoliche offshore, i veicoli elettrici e alcune applicazioni di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio - hanno bisogno di una continua spinta all'innovazione per ridurre i costi e accelerare la diffusione.

Le nuove tecnologie per l'energia pulita

La nuova Guida alle tecnologie per l'energia pulita dell'ETP realizzata dall'IEA comprende circa 400 tecnologie componenti e ne identifica lo stadio di preparazione per il mercato.

 

Le tecnologie in fase di prototipo svolgono un ruolo molto importante: ad esse è legato circa il 35% delle riduzioni cumulative delle emissioni di CO2 necessarie per passare a un percorso sostenibile. Un ulteriore 40% delle riduzioni si basa su tecnologie non ancora commercializzate. Ciò significa che è necessario un grande sforzo per er accelerare l'innovazione. Tra gli esempi di tecnologie sviluppate negli ultimi decenni in materia di energia vi sono prodotti come i LED e le batterie agli ioni di litio, che hanno richiesto 10-30 anni per passare dal primo prototipo al mercato di massa. 

 

In questo momento sarebbe necessario un rapido progresso nella progettazione di nuove batterie che sono ancora in fase di prototipo per garantire la transizione del trasporto a lunga distanza dai combustibili fossili all'elettricità.

 

La strada dell'innovazione, spiega il Rapporto è complessa e passa da vari stadi, senza che il successo sia garantito: un'idea si trasforma infatti in un progetto e poi in un prototipo oggetto di dimostrazione su scala reale, in questa fase c'è un divario di costi e prestazioni con le tecnologie consolidate che si possono fronteggiare con il sostegno dei governi. Infine nella fase matura il prodotto diviene una scelta consolidata per i nuovi acquisti.

Come l'innovazione può aiutare a raggiungere più velocemente gli obiettivi di emissioni nette a zero

Nel Rapporto viene presentato un caso di innovazione che dimostra come le emissioni nette zero potrebbero essere raggiunte a livello globale nel 2050, in parte presupponendo che le tecnologie attualmente in fase di prototipizzazione siano rese rapidamente disponibili per investimenti commerciali. naturalmente ci sono grandi incertezze sui costi e sulle tempistiche di queste tecnologie,.

 

Nello scenario Faster Innovation Case, quasi la metà di tutte le riduzioni di emissioni nel 2050 rispetto agli attuali piani di politica sarebbero dovute a tecnologie che oggi non hanno ancora raggiunto il mercato. Rispetto a un caso in cui non vi è alcun miglioramento delle tecnologie già in uso oggi, le tecnologie in fase iniziale forniscono circa un terzo delle riduzioni delle emissioni. In pratica questo caso richiederebbe, ad esempio, una media di due nuovi impianti siderurgici a idrogeno che entrino in funzione ogni mese da qui al 2050. Attualmente, la tecnologia per questi impianti è solo allo stadio di prototipo. Allo stesso tempo, ogni anno dovrebbero essere costruiti 90 nuovi impianti bioenergetici che catturino e immagazzinino le proprie emissioni di CO2. Oggi, c'è solo un impianto su larga scala in funzione. 

La battuta d'arresto dovuta al Covid-19

In un momento in cui l'innovazione più rapida è estremamente necessaria, la pandemia di Covid-19 ha causato una grave battuta d'arresto. Nell'immediato futuro, la capacità del mondo di portare sul mercato nuove tecnologie sarà più debole a causa delle perturbazioni causate dalla pandemia. Le incertezze del mercato e delle politiche minacciano di ridurre i fondi a disposizione degli imprenditori.

 

In questa situazione è fondamentale che i governi mantengano e anzi aumentino i propri impegni per accelerare l'innovazione in materia di energia pulita.

 

La stima dell'IEA è che per il raggiungimento di obiettivi energetici e climatici sostenibili, gli investimenti nelle tecnologie che sono oggi allo stadio di prototipi dovrebbero aggirarsi intorno ai 350 miliardi di dollari all'anno nei prossimi due decenni.

 

In particolare, è importante mantenere i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo a livelli pianificati fino al 2025, considerare la possibilità di aumentarli in aree strategiche e le sinergie tra diversi settori.

Nella provincia cilena vicino a Santiago del Cile si trova l’hotel Nodo firmato dallo studio Stein-Suazo Architects la cui facciata si auto-plisce attraverso l’acqua piovana e purifica l’aria allo stesso modo di una foresta è l’ultima frontiera della tecnologia applicata alla sostenibilità ambientale.

 

a cura di Claudia Capperucci

 

 

Indice degli argomenti:

Il Distretto di Providencia, una delle municipalità di Santiago del Cile è stato di recente sulle prime pagine dei quotidiani e dei settimanali, soprattutto quelli sudamericani, ma non solo, per un progetto di architettura davvero innovativo che contribuisce a rimarcare la personalità “verde” della cittadina cilena e aggiunge un’ulteriore sfumatura al concetto di architettura sostenibile: l’Hotel Nodo firmato dallo studio Stein-Suazo Architects.

 

Tra tutti El Economista, il quotidiano spagnolo che si occupa di economia, l’ha definito “il primo edificio in America Latina che purifica l’aria”.

 

 

La grande innovazione di questo edificio, infatti, è quella di essere ricoperto da 2.300 mq di lastre Laminam dallo spessore di 3 mm trattate con tecnologia bioattiva che, grazie alla luce solare, si comportano proprio come un organismo vivente vegetale purificando tanta aria in un anno quanto una foresta di 1,5 ettari.

Il progetto

Il primo e il terzo piano sono dedicati alle aree pubbliche: ristorante, caffetteria, sale riunioni e un’area di co-working. Le camere invece sono state realizzate dal quarto all’undicesimo piano.

L’idea era quella di riprodurre concettualmente ed esteticamente la varietà paesaggistica del Cile, il bosco in particolare, e di rappresentare l’elemento naturale con materiali artificiali.

 

 

L’immagine è quella di una pietra su cui cresce un corpo verticale in legno dal profilo irregolare (la stilizzazione di una foresta), dove per realizzare la base si usa il calcestruzzo e per costruire la struttura verticale si disegna un sistema di pilastri, travi e solette in cemento armato che consentono una grande flessibilità d’uso. Le facciate, infine, sono ricoperte di lastre ceramiche bioattive Laminam.

 

Le lastre Laminam che ricoprono la facciata dell'hotel Nodo in Cile  

 

Le lastre in ceramica Laminam dopo aver subito particolari trattamenti superficiali presentano proprietà antibatteriche, antinquinamento e autopulenti (si auto-puliscono con l’acqua piovana) e senza bisogno di essere attivate da soggetti esterni.

 

“Stavamo cercando delle superfici che ricordassero il legno, i tronchi di una foresta in particolare, per rappresentare l’elemento naturale”, spiega Ricardo Stein. “Ma nello stesso tempo dovevano contribuire ad abbattere l’inquinamento agendo come uno spazio verde reale, cioè purificando l’aria come fanno gli alberi. Tenendo presente tutto ciò, ci siamo resi conto che le superfici Laminam soddisfacevano il duplice scopo dell'immagine e della funzione”.

 

 

Si abbinano così texture diverse di tonalità diverse, affiancando moduli con altezze differenti che producono il senso dell’irregolarità.

E anche all’interno l’hotel riflette la cura per l’ambiente dell’architetto: le finestre e le finiture utilizzate mirano ad ottimizzare il coefficiente di isolamento termico e il sistema HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) funziona attraverso pompe di calore in cascata e diviso per telaio (per ridurre al massimo il consumo di energia).

Intervista a Ricardo Stein

Si è ispirato ad altri edifici per il progetto dell'Hotel Nodo?

"No, in questo caso la natura è stata la mia ispirazione".

Ha dovuto affrontare qualche criticità durante la realizzazione dell'opera? Come l'ha risolta?

"Non le definirei criticità, preferisco parlarne come delle sfide. Una di queste è stato creare una geometria nella facciata che sembra disordinata ma che può essere realizzata con una logica costruttiva. L’altra sfida è stata trovare qualcuno che si occupasse dell’interior design con la stessa logica dell’architettura. Nel primo caso ho deciso di alternare tre colori negli elementi della facciata che non si ripetono allo stesso modo. Ho proposto solo un angolo e la combinazione delle lastre in vari modi. Nell’altro caso la soluzione è arrivata impiegando molto tempo a riflettere e decidere ciò che volevamo".

Qual è stata la fase più difficile della realizzazione?

"Il passaggio più difficile è stato quello per unire le finestre con la facciata mantenendo la tenuta d’aria".

 

Stein-Suazo Architects

Ricardo Stein e Felipe Suazo fondano lo studio Stein-Suazo nel 2009 a Santiago del Cile. Ad oggi lo studio ha all’attivo molti progetti nel Paese sudamericano e si è sviluppato nel corso del tempo in realizzazioni per uffici, edifici residenziali, residenze per anziani e progetti alberghieri, (per un totale di circa 200 mila mq in 11 anni). La natura è presente in tutte le opere firmate Stein-Suazo Architects, in molte di esse in forma concettuale, come per l’Hotel Nodo.

Il Comandante Regionale dei Carabinieri Forestale colonnello Gaetano Palescandolo incontra il nuovo Direttore Generale dell’Arpa, Luca Proietti.

Ufficialmente entrato in vigore il 1 luglio, in realtà non sono stati ancora chiariti molti aspetti del Decreto Rilancio e dunque del Superbonus 110% per interventi di efficienza energetica e misure antisismiche sugli edifici. Mentre si aspetta ancora il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate e i cantieri rischiano di non partire

 

 

Indice degli argomenti:

Nel momento in cui scriviamo è ancora in corso di discussione alla Camera (ma l’obiettivo è di chiudere entro il 2 sera) per l’approvazione di molti emendamenti che interessano il Decreto Rilancio che, ricordiamo, è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma per essere convertito in legge deve terminare l’iter di approvazione alla Camera e Senato. 

Gli articoli 119 e 121 del DL Rilancio interessano il Superbonus 110% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che, sulla carta, è entrato in vigore mercoledì 1 luglio ma fino al 18 luglio, data ipotizzata per la conversione del decreto rilancio in legge, viste le numerose incertezze su alcuni aspetti decisamente importanti, è probabile che ci saranno ritardi sull’inizio dei cantieri.

 

Anche perché l’Agenzia delle Entrate non ha ancora emanato il provvedimento con le linee guida operative, atteso per il 18 giugno scorso. 

  

Sembra intanto che sia confermato che il superbonus possa essere applicato anche alle seconde case (tranne edifici di lusso, ville e castelli), villette a schiera con uno o più accessi autonomi dall’esterno, e per chi deciderà di demolire e costruire ex novo.

 

Potranno accedere agli incentivi anche le onlus e le associazioni del terzo settore, gli edifici IACP (edilizia sociale) potranno accedere al superbonus per la riqualificazione energetica fino al 30 giugno 2022, anziché il 31 dicembre 2021. 

 

C'è poi il dubbio legato ai requisiti tecnici da rispettare e ai massimali di costo previsti per tipologia di intervento. In particolare per gli interventi di installazione del cappotto termico è possibile che ci sia una riduzione dei tetti di spesa, che saranno inoltre differenziati a seconda della tipologia degli edifici.

5/6/20

Decreto Rilancio: superbonus 110% anche alle seconde case?

Sono circa 8000 gli emendamenti presentati al decreto legge Rilancio in commissione Bilancio alla Camera, un record!

 

Ieri pomeriggio è scaduto il termine per presentare emendamenti al decreto legge Rilancio che come sappiamo contiene le misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19: nel complesso tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, hanno presentato in commissione Bilancio alla Camera circa 8000 emendamenti su argomenti vari. 

 

Tra questi alcuni riguardano il mondo dell'edilizia: in particolare un emendamento proposto dai 5 Stelle, che vede favorevoli anche Italia Viva e PD chiede di estendere il Superbonus del 110% a tutto il 2022 e potenziarlo alle seconde case "comprese nelle categorie catastali civile, economico, popolare e rurale". Si escludono le ville e le case di lusso. Però sono al massimo 2 le abitazioni per le quali si potrà chiedere la detrazione. Leu vorrebbe estendere il bonus a privati che ristrutturano le scuole.

 

Sempre i 5 Stelle chiedono più soldi per l'acquisto delle bici considerando troppo esiguo il fondo da 120 milioni.

 

Pd, Italia Viva e Leu propongono invece nuovi incentivi per l’acquisto di auto Euro 6, dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, anche benzina e diesel, con un contributo di 4.000 euro nel caso in cui si preveda la rottamazione di una macchina di almeno 10 anni, il contributo cala a 2000 euro senza rottamazione.

 

Si preannuncia una settimana molto intensa considerando che dal 15 giugno inizieranno le votazioni.

14/5/20

Decreto Rilancio: il superbonus 110% è, quasi, legge

Confermato il superbonus 110% per i lavori di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico, installazione di impianti fotovoltaici e recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici. Fraccaro: l’Italia riparte al 110%. C'è anche il Bonus bici. Aiuti alle imprese e ai lavoratori autonomi. Rinviata la plastic tax

 

a cura di Raffaella Capritti

 

 

Ieri sera dopo una lunga attesa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato, nella formula della conferenza stampa serale cui ci ha ormai abituati, il Decreto Rilancio, che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, con le misure urgenti per la salute, l'economia, il lavoro e le politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

Tante le misure messe in campo dal Decreto-legge che vale 55 miliardi a tutela di famiglie, lavoratori, imprese e a sostegno della ripartenza.

Ecobonus e sismabonus al 110%

Confermato ecobonus e sismabonus al 110% delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per interventi volti ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici

 

Il contribuente, in alternativa alla detrazione, potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

Si potrà usufruire del bonus fiscale in 5 rate di pari importo.

 

Quali sono gli interventi ammessi:

  • Isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. La detrazione si calcola su una spesa massima di 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che formano l’edificio. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017
  • Interventi sulle parti comuni degli edifici e sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, o con impianti di microcogenerazione. La detrazione si calcola su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
  • Per poter beneficiare del bons al 110% per lavori antisismici, deve essere stipulata contestualmente ai lavori una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi.
  • Nell'ultima bozza si legge che il superbonus al 110% sarà legato al miglioramento della prestazione dell’edificio di almeno due classi energetiche, in alternativa, se non possibile, gli edifici dovranno conseguire la classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
  • La spesa massima per gli impianti fotovoltaici che beneficiano della misura di detrazione 110% è di in 48.000 € con un costo massimo per kW di 2.400 € che scende a 1.600 € nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia.
  • Lo stesso limite di spesa è previsto per l’installazione di sistemi di accumulo, con un costo unitario minore di 1.000 €/kWh.

Il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro che ha fortemente voluto il “superbonus”, in un lungo post su facebook, ha espresso la propria soddisfazione per l'aumento dell'aliquota ecobonus e sismabonus al 110% sottolineando che fondamentali per la ripartenza e la ripresa economica del paese sono due principi: la riduzione dell'inquinamento e sprecare meno risorse: “Dobbiamo ripartire e tornare a crescere da subito quindi, ma tutelando l’ambiente e il territorio, perché i cambiamenti climatici sono un segnale d’allarme che non possiamo più ignorare”.

Il Superbonus al 110% permetterà ai cittadini di beneficiare di una detrazione addirittura superiore alla somma spesa per lavori di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico, installazione di impianti fotovoltaici e recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici. “Un superbonus rivoluzionario perché consentirà di ottenere anche lo sconto in fattura, quindi senza alcun esborso economico da parte dei cittadini, e per la prima volta sarà cedibile a fornitori o a terzi, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, per l'intero ammontare dei lavori effettuati”.

 

Non sono unanimi le reazioni positive di fronte a questa maxi-detrazione: tutte le associazioni del settore serramenti e involucro sono molto critiche e temono per la sopravvivenza del comparto, perché dall’incremento delle aliquote di detrazione sono esclusi tutti i singoli interventi comprese le sostituzioni di serramenti e schermature solari.

Bonus bici

In una nota il ministro dell'Ambiente Sergio Costa conferma che è stato approvato anche il bonus bici, grazie a 120 milioni di fondi del Ministero dell’Ambiente e alla collaborazione con il Mit. I cittadini potranno acquistare acquistare una bici, classica o a pedalata assistita, o un monopattino ottenendo un contributo fino a 500 euro e al 60% del costo. “È un sostegno a una filiera virtuosa della nostra industria: l’Italia è secondo produttore di bici al mondo ed è un sostegno alla mobilità green che sarà la più grande alleata delle nostre città nella ripresa post covid per quanto riguarda la mobilità”.

Inoltre saranno finanziate  con 40 milioni di euro le imprese virtuose nelle Zea, le zone economiche ambientali, per creare sviluppo sostenibile nei parchi nazionali.

 

Rinviata al 2021 l'entrata in vigore della tassa sullo zucchero e sulla plastica.

Salute e sicurezza

Il decreto, nel capitolo sicurezza e salute, dispone misure per oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro nel solo 2020, per il il potenziamento e la riorganizzazione della rete ospedaliera e di quella assistenziale: aumentano i posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva, si introduce la figura dell’infermiere di famiglia o di comunità con competenze specifiche sul COVID-19. I Pronto Soccorso saranno ristrutturati assicurando un percorso separato per i pazienti sospetti COVID-19. Per l'anno in corso viene aumentato di 1,5 miliardi di euro il Fondo per le emergenze nazionali (FEN), 1 miliardo è destinato al finanziamento degli interventi di competenza del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria da COVID-19.

Sostegno alle imprese e all’economia

Il decreto inserisce contributi non solo alle imprese ma anche alle persone con Partita IVA, artigiani e lavoratori autonomi. Sono stati introdotti fondi e taglio delle tasse.

 

I soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro hanno diritto a un contributo a fondo perduto se il fatturato e i corrispettivi di aprile 2020 sono stati inferiori ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019. I soggetti la cui attività è partita dal 1° gennaio 2019 hanno in ogni caso diritto al contributo. Il contributo varia, a seconda dei ricavi e compensi, in una percentuale dal 10 al 20% e sarò erogato nella seconda metà di giugno, dall’Agenzia delle entrate attraverso accredito diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario.

 

Sono poi state cancellate le clausole di salvaguardia con gli aumenti di Iva e accise per gli anni futuri. E' previsto un credito d'imposta del 60% sui canoni d'affitto per tre mesi, nel caso ci sia stata una perdita del fatturato di almeno il 50% nel mese di riferimento, e il congelamento degli oneri fissi sulle bollette fino a luglio.

 

Salta l'Irap a giugno per le imprese fino a 250 milioni e l'Imu a giugno per alberghi e stabilimenti.

 

Fino a ottobre bar, ristoranti e locali all'aperto non dovranno pagare la tassa sull'occupazione di suolo pubblico per i tavolini all'aperto.

 

La cassa integrazione Covid è stata rifinanziata per altre 9 settimane.  

 

E' confermato anche ad aprile il bonus da 600 euro per il lavoratori autonomi che può arrivare fino a 1000 euro per il mese di maggio, per i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva iscritti alla Gestione separata Inps che non percepiscano una pensione e che nel secondo bimestre 2020 abbiano registrato una diminuzione di almeno il 33% del reddito rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

 

Aria di grandi novità in casa FIMER che annuncia una "Nuova Era Solare", con l'obiettivo di guidare il cambiamento insieme ai propri distributori, installatori e clienti finali, e lancia l'offerta per l'estensione a 10 anni della garanzia sugli inverter UNO-DM-PLUS-Q.

 

 

FIMER, da sempre attenta allo sviluppo sostenibile per il futuro, proietta il business del solare verso nuovi orizzonti con l'obiettivo di rispondere alla crescente domanda di energia rinnovabile.

Un'impresa che l'azienda può affrontare senza problemi grazie alla combinazione vincente di competenze consolidate, tecnologie all'avanguardia e servizi efficienti, puntando alla creazione di un nuovo modello energetico capace di sfruttare l’energia solare per un futuro sempre più sostenibile.

Le parole chiave di questa iniziativa sono sostenibilità, qualità, affidabilità e sicurezza ed è proprio su questi aspetti che FIMER garantisce la piena operatività e la massima efficienza dei propri inverter solari.

Estensione della garanzia a 10 anni

FIMER amplia l'offerta di servizi con l'estensione di garanzia da 5 a 10 anni su tutti i nuovi inverter della famiglia UNO-DM-PLUS-Q.

UNO-DM-PLUS-Q è la famiglia di inverter monofase con classi di potenza da 1.2 a 6.0 kW,
indicati per l'installazione di impianti residenziali e capaci di raggiungere alte prestazioni con il minimo ingombro.

 

 

Questi inverter sono dotati di singolo (da 1.2 a 3.0 kW) e doppio MPPT (da 3.3 a 6.0 kW) e di
connettori Plug and Play sul lato DC e AC che, uniti alla comunicazione wireless, rendono
l’installazione facile, veloce e sicura.

Richiedere l'estensione è semplice; basta accedere alla pagina dedicata sul sito di FIMER e registrare il numero seriale dell'inverter. Fornendo i dati necessari sarà, quindi, possibile estendere gratuitamente la garanzia.

Inoltre, grazie all'inserimento dei dati online il cliente può monitorare l'impianto in ogni istante attraverso il portale Aurora Vision® e l'app mobile Energy Viewer, favorendo
l'aumento dell'autoconsumo e dell'autosufficienza.

 

Marco Vergani, Head of Sales, Italy di FIMER, spiega: "La garanzia ASSURE copre tutti i modelli con potenza da 1.2 a 6.0 kW e comprende costi dei pezzi di ricambio e della manodopera nel centro di assistenza, servizio di disinstallazione e installazione, impostazione dei parametri
delle unità sostitutive, spedizione dell'unità difettosa e di quella riparata o sostitutiva."

9 luglio 2020 alle ore 10
Webinar del 2 luglio 2020
Un nuovo studio a cura di Arpa Umbria, del Circolo Micologico Naturalistico Perugino e dell’Università degli Studi di Perugia
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